CHRISTOPHER KANE
Anche se sembrerà assurdo, Christopher Kane è riuscito nell’intento di far apparire sofisticati ed eleganti due elementi ben lontani in astratto dall’esserlo: 1) il crochet delle coperte della nonna, le stesse che la maggior parte delle persone non vorrebbe nemmeno sul letto;
2) e, ancor di più, la plastica trasparente e ripiena di liquido colorato, che impazzava sui portapastelli dei tempi in cui Kane andava a scuola.
Una specie di personale amarcord ripetuto in innumerevoli varianti e proiettato su pezzi assolutamente essenziali, anche nella palette: abiti e gonne dritti e longuette, pantaloni aderenti, casacche a scatola, cardigan e pullover.
Insomma capi di per sé semplici e portabili ma provocatori e fuori dagli schemi grazie a scolli e tagli ma soprattutto ai particolari irriverenti che di tanto in tanto s’incrociano tra loro: il suddetto crochet di lana (anche come stampa su casacche e gonne in pelle)
e i bordi ondulati di plastica trasparente (la parte centrale della collezione), contenente liquido che cambia colore a contatto col corpo,
Una sfilata davvero bella, in cui non si sa se sia stata maggiore la bravura nel rendere raffinati e anticonformisti capi di facile vestibilità o quella nel trasformare “le buone cose di pessimo gusto” del nostro comune passato in dettagli oggetto di desiderio. A.
Il dettaglio che ci piace:
Immagini: style.com








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